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  • Sun 14 Mar 2021
  • Categoria: Oculistica

Chirurgia difetti di refrazione

Siamo all'avanguardia nel trattamento chirurgico dei vizi refrattivi, anche quelli più complessi quali astigmatismi ipermetropici o miopici, utilizzando le tecnologie laser di ultimissima generazione quali la FEMTOLASIK e/o la SMILE: estrema precisione nel raggiungimento del risultato, associata a ridottissimo disagio postoperatorio per il paziente.

Cosa è la FEMTOLASIK?
E' una tecnica di recente introduzione e differisce dalla LASIK tradizionale (vedi sotto) per il fatto che non viene più utilizzato uno strumento meccanico (il microcheratomo) per creare il cosiddetto "flap" corneale ma un nuovo laser, a femtosecondi, da qui il nome della tecnica: FEMTOLASIK.

Questo laser a femtosecondi costituisce la più moderna e recente tecnologia in campo oftalmologico per la chirurgia refrattiva e della cornea. Il laser permette di eseguire tagli corneali di qualsiasi grandezza e profondità con un livello estremo di sicurezza legato:

- all'azione non meccanica dell'incisione (non viene più usata la lama del microcheratomo)
- al minimo volume di tessuto ablato
- all'altissima riproducibilità dei risultati

Ad ogni singolo impulso il laser genera una bolla microscopica che, unita a una miriade di altre microbolle, crea una fotoseparazione delle lamelle corneali garantendo un taglio di estrema precisione senza bisogno di lame e dello spessore desiderato.

La perfetta regolarità del lembo permette un'autochiusura dolce e precisissima, tanto che la metodica  ha raggiunto una riproducibilità e una sicurezza tale da esser stata approvata dalla NASA (agenzia aereo spaziale degli Stati Uniti) come unico trattamento refrattivo consentito per i suoi piloti.

La metodica FEMTOLASIK presenta tutti i vantaggi della LASIK tradizionale:
- Scarso, se non nullo,  dolore postoperatorio
- Rapido recupero visivo (i pazienti presentano una buona visione già 24 ore dopo la procedura laser)
- Assenza di Haze (opacità  corneale postchirurgia refrattiva con tecnica PRK) anche nei trattamenti più elevati abbinati alla riduzione, se non alla scomparsa, dei principali rischi connessi alla LASIK tradizionale con microcheratomo quali:
- Incompleta formazione del lembo corneale
- Lembi asimmetrici
- Lembo decentrato rispetto all'asse ottico
- "Free cap" (lembo libero):  evenienza in cui si forma un lembo corneale non più ancorato alla cornea  ed è necessario posizionare dei punti di sutura per favorirne il  riposizionamento corretto.
- "Botton Hole" (foro circolare): evenienza in cui all'interno del lembo si crea un foro per l'incompleto taglio della cornea con l'impossibilità a eseguire il trattamento laser.

Cosa è la PRK?
Possiamo definirla una tecnica chirurgica più semplice, assolutamente non meno valida, per la correzione dei vizi refrattivi con il laser ad eccimeri. L'anestesia è ottenuta mediante l'instillazione di alcune gocce di collirio. All'inizio dell'intervento si applica al paziente, disteso su un lettino al di sotto del laser, un piccolo divaricatore palpebrale, che aiuta a mantenere aperto l'occhio. L'intervento inizia con la rimozione chirurgica dell'epitelio che riveste la superficie corneale. Questa fase dura uno-due minuti. Quindi si esegue il trattamento laser vero e proprio (laser ad eccimeri), la cui durata può variare da poche decine di secondi a qualche minuto, al massimo...

Cosa è la LASEK?
Rappresenta una variante della PRK. Se ne differenzia in quanto l'epitelio non viene asportato, ma è scollato per circa 270 gradi, in modo da scoprire la sottostante superficie stromale. Al termine dell'intervento l'epitelio viene riposizionato nella sua sede originale. I risultati visivi ottenuti con LASEK e PRK sono sostanzialmente sovrapponibili. Durante l'intervento il paziente non avverte alcun dolore; talvolta può essere presente un leggero fastidio, dovuto al divaricatore palpebrale.

Al termine delle varie tecniche, comunque, si applica una lente a contatto terapeutica per favorire la guarigione, rimossa dopo poche ore (FEMTOLASIK) o qualche giorno (PRK e LASEK); solo raramente si rende necessario il bendaggio. Viene inoltre prescritta una terapia a base di colliri e compresse, che deve essere seguita in maniera scrupolosa. 

Chi può essere sottoposto a FEMTOLASIK, PRK o a LASEK?
Il candidato ideale ha superato i 22-23 anni ed ha un difetto visivo refrattivo stabile da almeno un anno. La PRK e la LASEK forniscono i risultati migliori nei pazienti con grado moderato di miopia (fino a 4-6 diottrie) e astigmatismo (fino a 2-3 diottrie); la FEMTOLASIK è molto indicata  nelle ipermetropie ed astigmatismi ipermetropici, nonchè nelle miopie; in casi selezionati, comunque, la PRK e la LASEK danno ottimi risultati anche in miopie superiori a 8 diottrie.
Vi sono alcuni casi in cui l'intervento è controindicato in maniera assoluta, a causa di patologie oculari specifiche (ad esempio il cheratocono) o, più raramente, sistemiche. Anche una gravidanza in atto o programmata, a breve, sconsiglia l'intervento. Esistono, infine, delle controindicazioni relative, ovvero dei casi nei quali gli esami effettuati preoperatoriamente mostrano che vi è un rischio superiore alla norma di non ottenere un risultato visivo ottimale. I motivi possono essere differenti (ampio diametro della pupilla, cornea molto curva o molto piatta, ecc.) ed i possibili effetti negativi sul risultato possono variare di conseguenza. Qualora uno o più di questi fattori di rischio sia individuato durante le visite preoperatorie, il paziente viene avvertito prima dell'intervento e può discutere con il chirurgo se proseguire o meno con la procedura pianificata.

Cosa è la LASIK?
In questa tecnica, il trattamento laser non avviene sulla superficie dello stroma corneale, ma al suo interno. Come nella PRK, l'anestesia viene ottenuta con l'instillazione di alcune gocce di collirio. All'inizio della procedura il chirurgo crea con uno strumento meccanico (il microcheratomo) una lamella di tessuto corneale di spessore pari a circa 1/3 della cornea. La lamella, comunemente chiamata "flap", viene successivamente ribaltata (vedi disegno). Si procede quindi al trattamento laser sulla parte di cornea rimasta scoperta.

Infine il chirurgo riposiziona il flap nella sua sede e aspetta per qualche minuto che il flap aderisca spontaneamente alla superficie sottostante. Non sono necessari punti di sutura. L'applicazione laser dura  poche decine di secondi, al massimo qualche minuto; l'intera procedura si completa in un quarto d'ora.

Chi può essere sottoposto a LASIK?
La LASIK fornisce ottimi risultati nelle miopie fino a circa 10 diottrie, negli astigmatismi fino a 4 diottrie e nelle ipermetropie fino a 5 diottrie. Il limite all'entità della correzione è rappresentato, nella maggior parte dei casi, dallo spessore corneale, che non può ridursi oltre un certo limite in seguito alla chirurgia.

 

Decorso postoperatorio e recupero visivo

Il decorso postoperatorio nella LASIK è generalmente privo di dolore; talvolta può essere avvertita una sensazione di corpo estraneo e di bruciore.

L'occhio non viene bendato, se non in rari casi; generalmente non si applica una lente a contatto, a meno che durante l'intervento non si sia verificata un'abrasione dell'epitelio corneale. Durante le prime 24 ore è tuttavia prudente osservare la massima cautela. Nelle prime settimane postoperatorie vi sono alcune precauzioni cui attenersi:
- Seguire scrupolosamente la  prescrizione dell'oculista per quanto riguarda l'instillazione dei  colliri.
- Non sfregare l'occhio per almeno un mese
- Utilizzare di notte sull'occhio  operato il guscio protettivo in plastica che viene fornito al termine dell'intervento
- Evitare di sciacquarsi gli occhi per 3 o 4 giorni
- Non truccarsi per 3 o 4 giorni
- Non nuotare ed evitare sport  acquatici che possono indurre un impatto con l'acqua per i 2 mesi successivi.

Dopo la LASIK il recupero visivo é piuttosto veloce e molti pazienti già dopo uno o due giorni godono di una discreta visione; il recupero si può considerare definitivo dopo circa un mese. Prima di allora la vista può fluttuare e il paziente può avvertire la presenza di aloni intorno alle sorgenti luminose (soprattutto di notte) e una ridotta sensibilità al contrasto; questi effetti, che di norma non interferiscono con le comuni attività di lavoro e di svago, si riducono fino a scomparire man mano che il processo di guarigione progredisce. Una sensazione di secchezza oculare si può accompagnare nelle prime settimane e può richiedere l’instillazione frequente di lacrime artificiali.

La maggiore rapidità nel recupero visivo, rispetto alla PRK, è legata al fatto che nella LASIK l'epitelio corneale non è rimosso e, di conseguenza, non c'è la fase di riepitelizzazione.

La invitiamo a contattarci per maggiori informazioni.

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